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Wine In Moderation
"Un pasto senza vino è come un giorno senza sole"
Jean Anthelme Brillat-Savarin,
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29.10.2009 - WineNews


WORKSHOP SCIENTIFICO INTERNAZIONALE SUGLI EFFETTI BENEFICI DEL VINO, PROMOSSO DALL’OSSERVATORIO DEL VINO & SALUTE DI SCENA IN PIEMONTE NEL 2010 (5-7 FEBBRAIO)


Sarà uno dei grandi eventi del Piemonte, e non solo, nel 2010 quello dedicato agli effetti benefici del vino sulla salute. Dal 5 al 7 febbraio nel Castello di Grinzane Cavour (Cuneo) workshop scientifico promosso da Vino & Salute, l’Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino, che ha sede nel prestigioso castello delle Langhe. Coordinati dal professor Attilio Giacosa, responsabile del Comitato scientifico, si raduneranno, per tre giorni, ricercatori di alto profilo internazionale, provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti.
Concentreranno la loro discussione su un unico tema: l’insieme delle ricerche sui composti bioattivi presenti nel vino e la loro influenza sulla salute. L’obiettivo è raggiungere risultati scientifici condivisi che facciano compiere passi avanti nel campo della ricerca a favore dei benefici effetti di un consumo moderato di vino. A fianco degli ospiti internazionali ci saranno anche personaggi di alto profilo accademico e esponenti di rilievo del mondo del vino italiano, che dialogheranno con i ricercatori in una conferenza che sarà aperta alla stampa e al pubblico.
L’Osservatorio nazionale sul consumo consapevole del vino, presieduto da Tomaso Zanoletti, nasce nel 2007 con l’obiettivo di comunicare e divulgare il consumo consapevole e le proprietà salutistiche del vino, nella consapevolezza che alla qualità del vino debba essere associato un consumatore attento che non solo apprezza il prodotto, ma è informato e documentato sugli effetti benefici per l’organismo derivanti da un corretto consumo del vino di qualità. L’iniziativa è promossa, tra gli altri, dall’Enoteca regionale del Piemonte, dal Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, da Go Wine.
Un’iniziativa che parte dal Piemonte, in un territorio, quello di Langhe e Roero, da sempre attento a comunicare la cultura del vino e del bere bene e che si propone di operare in campo nazionale con l’intento di aggregare istituzioni del settore in tutta Italia ed anche singoli cittadini per diffondere nel modo più ampio gli obbiettivi che stanno alla base dell’Osservatorio: promuovere una corretta comunicazione verso il grande pubblico ed i consumatori sulle proprietà salutistiche del consumo moderato e consapevole del vino; attivare ricerche scientifiche epidemiologiche, biologiche e cliniche per implementare le conoscenze dei principi attivi presenti nell’uva e nel vino; divulgare ogni ricerca o contributo di carattere scientifico teso a documentare gli effetti benefici sull’organismo umano derivanti da un corretto consumo del vino di qualità; favorire sempre di più un consumo consapevole del vino, unendo ai consolidati valori della piacevolezza della degustazione, una maggiore conoscenza sulle potenzialità benefiche e preventive di molti composti contenuti nell’uva e nel vino; contrastare ogni illogica equiparazione del vino con i superalcolici e/o con le droghe; contribuire attraverso le azioni sopradescritte a tutelare e valorizzare il lavoro di tanti viticoltori ed aziende vinicole impegnate in una costante azione a ricerca della qualità; affermare, anche attraverso documentate ricerche scientifiche, il rilievo e la dignità che la viticoltura italiana ha nella tradizione rurale del Paese, come bene e valore condiviso da molti territori da sempre dediti alla coltivazione della vite.

L’intervento del professor Attilio Giacosa - Il vino e la salute
Direttore Dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza
Che il bere un buon bicchiere di vino sia un piacere, tutti sono d’accordo. Per contro, pochi sanno che bere vino con moderazione non solo non fa male, ma addirittura allunga la vita e riduce il rischio di sviluppare varie malattie. Quindi bere vino in modo corretto e consapevole rappresenta un vantaggio salutistico rispetto all’essere astemi.
Appare doveroso sottolineare questi concetti proprio adesso, epoca nella quale si assiste ad una criminalizzazione indiscriminata di tutte le bevande alcoliche in virtù degli effetti nocivi sulla salute e sulla guida automobilistica. A questo riguardo occorre effettuare un duplice distinguo.
In primo luogo bisogna sottolineare che l’abuso di alcolici, indistintamente dalla loro natura, è sempre nocivo, sia per i danni dell’assunzione acuta (ebbrezza, torpore, incoerenza logica) sia per quelli correlati all’eccesso cronico (etilismo, malattie del fegato e altri organi). In seconda istanza è bene ricordare la differenza tra vino e altre bevande alcoliche: tutti sappiamo infatti che le stragi del sabato sera non sono certo dovute ad un buon bicchiere di vino consumato durante la cena! Il messaggio nuovo è legato a molti studi scientifici e osservazioni epidemiologiche sugli effetti benefici del consumo abituale e moderato di vino. Il vino è stato studiato sia come bevanda che mediante analisi dettagliata dei molti composti bioattivi ivi contenuti.
Fra i vari principi attivi identificati nel vino, quello più noto è il resveratrolo. Questa sostanza è un antiossidante presente soprattutto nel vino rosso, che avrebbe la capacità di migliorare l’efficienza cellulare attraverso il potenziamento dell’attività mitocondriale, la “centralina” energetica delle cellule. Alcune ricerche sugli animali sembrano dimostrare che il resveratrolo favorisce la longevità, migliora il controllo del diabete, ritarda la comparsa del morbo di Alzheimer e produce un effetto protettivo su cuore e circolazione. A Newcastle, in Inghilterra, è in corso uno studio sperimentale volto proprio a verificare l’effetto del resveratrolo in pillola su pazienti affetti da gravi disturbi mitocondiali, ma altri studi sono all’orizzonte per valutare la possibilità di rallentamento dell’invecchiamento umano.
Sul tema dell’invecchiamento, grande scalpore fece la pubblicazione di un importante studio realizzato nel 1995 a Copenhagen. Questa ricerca, conosciuta come “studio danese”, è stata effettuata su più di 6000 maschi e 7000 femmine in età adulta ed ha dimostrato che il rischio di morire si abbassa fra chi consumava vino con moderazione, rispetto agli astemi e ai forti bevitori. Ma ciò che è altrettanto importante è che questo vantaggio non si verifica fra chi consumava birra o superalcolici.
La ricchezza del vino in polifenoli, dotati di spiccata azione antiossidante (ovvero della capacità di bloccare i radicali liberi nocivi che si formano nell’organismo), costituisce una importante barriera di difesa nei confronti dei danni cardiovascolari. Gli effetti sono rappresentati innanzitutto dalla riduzione della formazione di placche arteriosclerotiche nelle arterie e di conseguenza minor rischio di malattia delle coronarie e infarto cardiaco. Fra i vari polifenoli, sono le procianidine i primattori presenti nel vino. Il loro effetto è talmente significativo che questi composti sono oggi utilizzati dalla industria farmaceutica per la preparazione di farmaci attivi nelle malattie vascolari, sia venose che arteriose.
A questo risultato benefico partecipa anche l’aumento della produzione di ossido nitrico osservata in chi beve abitualmente vino. L’ossido nitrico riduce l’aggregazione delle piastrine, rendendo difficile la formazione di trombi e l’“occlusione” delle arterie. Il vino poi aumenta la formazione di colesterolo buono (Hdl) e riduce la presenza e la attività del colesterolo Ldl (quello “cattivo”), con innegabili effetti benefici in campo cardiovascolare. Un’altra area di grande interesse è rappresentata dalle problematiche neurologiche. Il consumo corretto e abituale di vino appare statisticamente correlato ad una riduzione del rischio di sviluppare ictus, cioè infarto cerebrale, e Tia (episodi di ischemia cerebrale transitoria, con perdita per tempo molto breve di alcune funzioni motorie o della capacità di parlare correttamente). Altri interessanti dati in corso di analisi sono quelli legati alla possibilità di ridurre il rischio di gravi degenerazioni cerebrali (morbo di Alzheimer, demenza senile). Numerose ricerche documentano che il regolare consumo di vino ha effetti favorevoli sia sulla frequenza con cui il morbo di Alzheimer si manifesta, sia sull’età di insorgenza, che viene ritardata di almeno tre anni (in un importante studio condotto sull’argomento).
Il vino, quindi, non per curare le malattie, ma per prevenire e ridurre il rischio di sviluppare molti gravi disturbi cardiovascolari e neurologici. Per ottenere questi effetti, certo è che il consumo abituale e corretto di vino è ampiamente da preferire al ricorso ad una pillola contenente principi attivi derivati dal vino. Resta il problema della giusta dose di vino, volta a garantire gli effetti ora menzionati. A questo riguardo i ricercatori impegnati nel settore hanno identificato in due bicchieri al giorno la quantità ottimale per la popolazione di sesso maschile. Il vino, coniugato al femminile, prevede invece una dose leggermente inferiore (un bicchiere), in virtù di differenze metaboliche ed epidemiologiche.
Il vino dunque non solo come bevanda ricca di gusto e piacere, ma anche come fonte di salute e di potenzialità preventiva. Il vino che non solo non fa male, ma addirittura fa bene. Bere vino, dunque, anziché essere astemi, se si vuole proteggere la salute. Ed è proprio questo si deve valorizzare e diffondere fra produttori e consumatori di vino. Infatti soltanto l’informazione precisa e puntuale e l’educazione al consumo consapevole di vino possono promuovere serenità e fiducia fra vignaioli e produttori e soprattutto tranquillità e salute fra i consumatori.

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